Sabato, 25 Gennaio 2020 17:39

La medicina dello sport si apre all’osteopatia

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Il tarantino Michele Genga nel team di docenti alla Università di Chieti

Non è certo una novità che tante nostre eccellenze riscontrino il meritato riconoscimento fuori dalle mura domestiche. In tutti i campi il nord d’Italia si avvale di professionisti di grandi capacità che provengono dal Sud. Il dott. Michele Genga, noto professionista tarantino che opera nell’ambito della osteopatia e di altre pratiche che attengono in generale al benessere, ovvero il “ben-essere“, che comporta non solo la salute fisica ma anche la qualità della vita nella sua più ampia accezione, è una delle nostre eccellenze che opera, tra l’altro, in qualità di docente cultore della materia, alla Università di Chieti. Professionista affermato sul nostro territorio, è ora impegnato con un team di docenti universitari nell’ambito di un progetto innovativo che associa la medicina dello sport all’osteopatia.

 

Per saperne di più riportiamo un articolo sul tema (fonte Università di Chieti):

La medicina dello sport si apre all’osteopatia
Negli ultimi anni abbiamo visto molte specializzazioni aprire le porte agli osteopati, dalla pediatria alla cardiochirurgia.
La scorsa settimana si è potuto assistere ad una nuova connessione funzionale, quella tra l’osteopatia e la medicina dello sport.
Grazie alla lungimiranza del responsabile, il Prof. Patrizio Ripari, alcuni osteopati che già collaboravano con la facoltà di medicina e chirurgia di Chieti, prima nel corso di Laurea in Fisioterapia ed ora alla specialistica di Scienze Motorie, sono stati invitati a proporre una lezione introduttiva per gli specializzandi del settore.
I Prof. Michele Genga osteopata (Taranto)Cultore della materia, Simone Bennani osteopata(Macerata), Michele Albero osteopata (Monopoli) e Paolo Masella (quest’ultimo kinesiologo) hanno mostrato i concetti base su cui si fonda la medicina osteopatica e la kinesiologia, riscontrando grande entusiasmo da parte dei discenti. È stato gettato il seme per una collaborazione su più moduli. Questo primo passo servirà come ponte tra la medicina dello sport e l’osteopatia in modo da poter integrare le due discipline e far in modo che parlino una lingua comune.
Sicuramente è un enorme passo in avanti per quanto riguarda il lavoro in equipe che permetterà di avere massima resa negli atleti, ma, soprattutto, prevenzione sui giovani.
Su quest’ultimo punto è stata data maggiore attenzione visto l’enorme interesse da parte dei futuri specialisti.
Ora si lavora con fermento per sviluppare un programma che mirerà ad informare senza voler creare altri pseudo osteopati.

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